Barely legal blonde

barely legal blonde

Ho conosciuto questa bionda barely legal, cioè appena maggiorenne, durante il mio lavoro di promoter di un noto sito di webcam. Di lingua e cultura anglosassone, non ha avuto problemi ad aprirsi con me, per un’intervista da pubblicare su un sito tedesco. Uno stralcio di questa intervista è interessante da pubblicare qui, per uomini e donne (cioè leggete tutti). In rete lei si fa chiamare semplicemente “Barely Legal Blonde”, perché non le interessa nè avere un nome nè farsi un nome nel settore.

Clarissa: Come mai questa decisione di esibirti in cam appena due settimane dopo essere diventata maggiorenne?
Barely Legal Blonde: Per fare un’esperienza diversa, e per fare soldi. Finchè sei minorenne, ti dicono sempre di non mostrarti, e allora adesso basta, mi diverto a mostrarmi a chicchessia, sconosciuti di altri continenti, che tra l’altro mi pagano pure. Mi diverto, e guadagno. Mi connetto la mattina, quando becco gli americani della tarda sera, poi sfruttando il fuso orario becco quelli europei. Mi esibisco, mi metto nuda, in cambio dei tokens faccio o mostro quel che vogliono vedere. Verso le 17.00 stacco, faccio una doccia, esco e vivo la mia vita.
C: E non ti senti una prostituta?
BLB: Ma no! Nessuno di loro mi può toccare, nessuno di loro sa il mio nome, men che mai il mio indirizzo, e neanche in quale nazione vivo. Il tutto avviene via web, e nessuna mano sfiorerà mai il mio corpo, che non vendo a nessuno. Vendo un’immagine virtuale, vendo un sogno via internet, e incasso mance e parcelle. Sto mettendo da parte un po’ di soldi.
C: Che rapporto hai con il sesso?
BLB: E’ la solita storia, ho iniziato da piccola a masturbarmi, ed ho capito la mia sessualità. Poi a scuola, oramai 15 enne, ogni tanto un pompino ad un compagno di classe, e a 16 anni il primo rapporto sessuale. Ho un rapporto normale con la mia sessualità, al punto che riesco a mostrarla e venderla.
C: Ti succede mai che qualche spettatore in webcam abbia cercato qualcosa di più, o si sia innamorato?
BLB: E’ anche normale che un uomo, giovane o maturo che sia, perda la testa, ma in ogni caso io sono irraggiungibile. Per evitare di ferire le persone, metto sempre dei paletti nei miei show: mostro il mio corpo, mi penetro con vibratori, possono parlare con me di tutto, ma non gioco con le loro emozioni e i loro sentimenti. Li faccio venire e sborrare a casa loro in cambio di tokens, e niente altro.
C: Mediamente quanti spettatori hai?
BLB: Non appena mi connetto, in pochi minuti entrano nella mia room un paio di centinaia di persone, che poi diventano anche 500. A volte, in certe fasce orarie, supero i 1000 spettatori, e in quel caso fioccano i tokens e guadagno molto bene.
C: Non ti fa nessun effetto sapere che stai a gambe larghe con un vibratore davanti a 1000 persone?
BLB: E’ un lavoro, non è mica un piacere esibizionistico, per me. Se è un lavoro, o 10 persone o 1000 non fa differenza e faccio lo stesso show, oltretutto io non li vedo, vedo solo l’obiettivo della mia webcam, e la finestra di chat.

Naturalmente, non condivido appieno la scelta e il modo di fare di Barely Legal Blonde, poiché personalmente reputo che il futuro del sesso in webcam sia la vera e propria pornografia in diretta, quella live, e che pertanto i risultati migliori possano raggiungerli le coppie, e non le ragazze singole. Tuttavia Barely Legal Blonde solleva una questione interessante: qualunque ragazza può farlo, e guadagnare bene. Basta un po’ di furbizia nel saper filtrare le nazioni di provenienza degli spettatori, e il gioco è fatto. Se qualcuno/a (c’è spazio per tutti, uomini, donne, coppie, trans) volesse provare, può seguire questo link o contattarmi tramite la redazione.





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Clarissa De Vizia

Emigrata in Germania per motivi di studio ai primi anni ’90, si è ritrovata nella fredda terra teutonica come studentessa ventenne squattrinata, per mantenersi gli studi e poter vivere ha iniziato a lavorare a gettone nel mondo del porno tedesco, come fluffer, come figurante, e infine come attrice porno. Conosce il mondo della pornografia industriale dall’interno, in quanto sex worker. Rientrata in Italia a fine anni ’90, con una laurea importante, non è uscita dal mondo dell’intrattenimento per adulti, offrendosi in spettacoli erotici in club privé e locali per adulti, facendosi un nome. Oggi, è una bella signora ultraquarantenne che pratica sport, è salutista e segue ancora il mondo dei live show, lavorando come promoter per un noto sito di webcam, mondo di cui è una profonda conoscitrice e che considera la naturale evoluzione della pornografia industriale, destinata a morire

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Emigrata in Germania per motivi di studio ai primi anni ’90, si è ritrovata nella fredda terra teutonica come studentessa ventenne squattrinata, per mantenersi gli studi e poter vivere ha iniziato a lavorare a gettone nel mondo del porno tedesco, come fluffer, come figurante, e infine come attrice porno. Conosce il mondo della pornografia industriale dall’interno, in quanto sex worker. Rientrata in Italia a fine anni ’90, con una laurea importante, non è uscita dal mondo dell’intrattenimento per adulti, offrendosi in spettacoli erotici in club privé e locali per adulti, facendosi un nome. Oggi, è una bella signora ultraquarantenne che pratica sport, è salutista e segue ancora il mondo dei live show, lavorando come promoter per un noto sito di webcam, mondo di cui è una profonda conoscitrice e che considera la naturale evoluzione della pornografia industriale, destinata a morire