Le incognite del fare la camgirl

camgirl inculata

Si pensa spesso che fare la camgirl non abbia controindicazioni: basta stare attente alla propria privacy, a non essere mai identificate, e non si rischiano infezioni, stupri, e tutto il resto. Senz’altro vero, naturalmente, ma questo non significa che una camgirl non accumuli stress, tensione, stanchezza, come in qualunque lavoro. Tra l’altro, si tratta pur sempre di sex working, quindi anche se si sta sempre allo stesso posto (divano, letto, scrivania) non si sta mai ferme. Inoltre, dato fondamentale, si tratta di un lavoro comunque a sfondo teatrale e recitativo, quindi una camgirl di successo, se vuole guadagnare bene, deve sempre tenere in mente lo scopo fondamentale: il piacere dello spettatore. Tutto è in funzione di quello: dell’eccitare e far divertire lo spettatore. Se lo spettatore è felice, paga o chiede show privati. Su qualunque piattaforma di webcam si lavori, sia se si lavora sul mercato (a dire il vero scarso) italiano o su quello estero, soprattutto anglosassone, è anche normale che lo spettatore chieda alla camgirl, ma anche ai camboy ed alle coppie in cam, cose particolari; senza arrivare a grandi perversioni, che pure esistono nel mondo cam e vengono richieste, la variante più richiesta rispetto alla masturbazione è la penetrazione anale, sia con le dita sia con sex toys. La conseguenza naturale, è che dopo una serata passata in webcam a lavorare, magari con ottimi guadagni, con diverse ore passate nuda a farsi ammirare, la mattina dopo il culo faccia un po’ male, a causa dell’uso spropositato di sex toys anali. Due anni fa, mi è capitato di fare uno show assieme ad un camboy di successo. Era uno show con pagamento di un ticket, durante il quale avremmo scopato alla grande, il pubblico (pagante) ci chiese a gran voce di scopare mentre entrambi tenevamo un dildo nel culo, e un certo numero (consistente) di persone (qualche decina!) ha raddoppiato il prezzo. Ovviamente abbiamo accettato, e lo show è andato benissimo, ma la mattina dopo entrambi ci siamo svegliati con i bruciori al culo.





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Clarissa De Vizia

Emigrata in Germania per motivi di studio ai primi anni ’90, si è ritrovata nella fredda terra teutonica come studentessa ventenne squattrinata, per mantenersi gli studi e poter vivere ha iniziato a lavorare a gettone nel mondo del porno tedesco, come fluffer, come figurante, e infine come attrice porno. Conosce il mondo della pornografia industriale dall’interno, in quanto sex worker. Rientrata in Italia a fine anni ’90, con una laurea importante, non è uscita dal mondo dell’intrattenimento per adulti, offrendosi in spettacoli erotici in club privé e locali per adulti, facendosi un nome. Oggi, è una bella signora ultraquarantenne che pratica sport, è salutista e segue ancora il mondo dei live show, lavorando come promoter per un noto sito di webcam, mondo di cui è una profonda conoscitrice e che considera la naturale evoluzione della pornografia industriale, destinata a morire

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Emigrata in Germania per motivi di studio ai primi anni ’90, si è ritrovata nella fredda terra teutonica come studentessa ventenne squattrinata, per mantenersi gli studi e poter vivere ha iniziato a lavorare a gettone nel mondo del porno tedesco, come fluffer, come figurante, e infine come attrice porno. Conosce il mondo della pornografia industriale dall’interno, in quanto sex worker. Rientrata in Italia a fine anni ’90, con una laurea importante, non è uscita dal mondo dell’intrattenimento per adulti, offrendosi in spettacoli erotici in club privé e locali per adulti, facendosi un nome. Oggi, è una bella signora ultraquarantenne che pratica sport, è salutista e segue ancora il mondo dei live show, lavorando come promoter per un noto sito di webcam, mondo di cui è una profonda conoscitrice e che considera la naturale evoluzione della pornografia industriale, destinata a morire