Tease and Denial

tease and denial

Abbiamo tralasciato il tease and denial. Abbiamo dibattuto un po’ giorni fa, sulle tecniche femdom per far soffrire un uomo, ma la tecnica principale, oltre all’orgasmo rovinato ed al post orgasmo raccontato da Alexander, è certamente il tease and denial. Con questa tecnica, la donna (che ha una posizione assolutamente dominante) eccita a dismisura l’uomo, mediante masturbazione, pompino, o tutto quello che le pare, portandolo ad un passo dall’orgasmo. Quando lui è oramai impazzito, non riesce più a controllarsi e sta per esplodere, lei si stacca e smette, di fatto negandogli l’orgasmo. L’uomo viene lasciato perdere, finché non gli cala un po’ l’eccitazione, e a quel punto si ricomincia, riportandolo ad un passo dal piacere finale. La tecnica può essere ripetuta quante volte si vuole.
La donna deve saperlo fare: deve sapere esattamente quale è il momento in cui fermarsi, infatti può bastare un solo colpo in più con la mano e con la bocca, per far esplodere l’orgasmo maschile, e il gioco è finito. Dall’altro lato, nel mondo femdom il tease and denial è molto usato perchè forza l’uomo, psicologicamente, verso l’idea che l’orgasmo non sia un suo diritto acquisito, ma un qualcosa che deve guadagnarsi, e soprattutto che può ottenere solo e quando la sua donna alfa dominante lo deciderà.
E’ una tecnica con la quale una donna può esercitare una grande dominazione, fisica e psicologica, sul suo partner. A patto di saperlo fare. Le fasi finali di una sessione di tease and denial, personalmente ho fatto sessioni anche di due ore portando il mio partner al limite della resistenza, si possono vedere nel video porno che pubblico qui sotto. L’invito che faccio, soprattutto alle coppie, è di provare, almeno una volta. Magari non piace, ma se piace ad entrambi… allora il divertimento e l’eccitazione sono assicurati! Parola mia.


Se il video non parte, cliccare qui.





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Clarissa De Vizia

Emigrata in Germania per motivi di studio ai primi anni ’90, si è ritrovata nella fredda terra teutonica come studentessa ventenne squattrinata, per mantenersi gli studi e poter vivere ha iniziato a lavorare a gettone nel mondo del porno tedesco, come fluffer, come figurante, e infine come attrice porno. Conosce il mondo della pornografia industriale dall’interno, in quanto sex worker. Rientrata in Italia a fine anni ’90, con una laurea importante, non è uscita dal mondo dell’intrattenimento per adulti, offrendosi in spettacoli erotici in club privé e locali per adulti, facendosi un nome. Oggi, è una bella signora ultraquarantenne che pratica sport, è salutista e segue ancora il mondo dei live show, lavorando come promoter per un noto sito di webcam, mondo di cui è una profonda conoscitrice e che considera la naturale evoluzione della pornografia industriale, destinata a morire

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Emigrata in Germania per motivi di studio ai primi anni ’90, si è ritrovata nella fredda terra teutonica come studentessa ventenne squattrinata, per mantenersi gli studi e poter vivere ha iniziato a lavorare a gettone nel mondo del porno tedesco, come fluffer, come figurante, e infine come attrice porno. Conosce il mondo della pornografia industriale dall’interno, in quanto sex worker. Rientrata in Italia a fine anni ’90, con una laurea importante, non è uscita dal mondo dell’intrattenimento per adulti, offrendosi in spettacoli erotici in club privé e locali per adulti, facendosi un nome. Oggi, è una bella signora ultraquarantenne che pratica sport, è salutista e segue ancora il mondo dei live show, lavorando come promoter per un noto sito di webcam, mondo di cui è una profonda conoscitrice e che considera la naturale evoluzione della pornografia industriale, destinata a morire